Ischia dopo il disastro: come adattare l'isola ai cambiamenti climatici
Rapporto BEI · Adattamento climatico

Ischia dopo il disastro: come adattare l'isola ai cambiamenti climatici

Un rapporto della Banca Europea per gli Investimenti indica alla Struttura Commissariale come "ricostruire meglio" integrando le proiezioni climatiche al 2050 — frane, alluvioni, innalzamento del mare e oltre 140 milioni di euro di interventi prioritari.

Un rapporto nato da un'emergenza

Nel novembre 2022, piogge estreme si sono abbattute sull'isola d'Ischia, provocando frane e allagamenti con vittime e ingenti danni alle infrastrutture. Il governo italiano ha dichiarato lo stato di emergenza, mentre già dal 2017 – dopo il terremoto che aveva colpito il nord dell'isola – operava una Struttura Commissariale dedicata alla ricostruzione. In questo contesto nasce il rapporto «Opzioni di investimento per l'adattamento ai cambiamenti climatici dell'Isola d'Ischia», realizzato da un consorzio di esperti su incarico della Banca Europea per gli Investimenti (BEI) in collaborazione con il Commissario straordinario per la Protezione civile di Ischia.

L'obiettivo è chiaro: fornire alla Struttura Commissariale gli strumenti per «ricostruire meglio», integrando fin da subito le proiezioni climatiche al 2050 nella pianificazione di opere e infrastrutture, invece di limitarsi a ripristinare lo stato precedente al disastro.

Come è stato costruito lo studio

Il lavoro combina più fonti: dati e analisi della Struttura Commissariale, modelli climatici ad alta risoluzione (il dataset ERA5@2km sviluppato dal CMCC per le condizioni storiche, e le simulazioni EURO-CORDEX per le proiezioni future), sopralluoghi sul campo, consultazioni con gli stakeholder locali e una revisione della letteratura scientifica su casi analoghi. Le proiezioni climatiche coprono un orizzonte fino al 2050 e considerano tre scenari di emissioni di gas serra (basse, medie, molto elevate).

Cosa cambierà nel clima di Ischia entro il 2050

Le proiezioni indicano tendenze piuttosto nette:

  • Temperature: aumento medio tra 1°C e 1,8°C, con più giornate estive (+7/+14 giorni) e più notti tropicali (+21/+36 giorni).
  • Precipitazioni: gli eventi estremi di pioggia diventeranno più intensi (+4/+8 mm nel record annuale giornaliero), mentre aumenteranno anche i periodi di siccità prolungata.
  • Vento: nessun cambiamento significativo previsto.
  • Frane: la probabilità di eventi franosi potrà variare tra -15% e +20% a seconda dello scenario, con un rischio più marcato per eventi estremi paragonabili a quello del 2022.
  • Alluvioni: le piogge estreme con tempi di ritorno tra 5 e 100 anni cresceranno del 5-25%.
  • Incendi boschivi: pericolo in aumento, più marcato negli scenari a emissioni elevate.
  • Livello del mare: innalzamento stimato intorno a 0,25-0,26 m entro il 2050 nello scenario più severo, con mareggiate che a Ischia potrebbero raggiungere +1,26 m (fino a +2,26 m considerando il moto ondoso) rispetto al livello attuale.

Caldo estremo e inondazioni costiere sono classificati come i rischi in maggiore crescita; siccità, incendi, piogge intense, esondazioni fluviali e frane come rischi in crescita moderata.

Variabile climaticaRCP2.6
(molto basse)
RCP4.5
(medie)
RCP8.5
(molto elevate)
Temperatura media+1,0 °C~+1,4 °C+1,8 °C
Giornate estive+7 giorni+14 giorni
Notti tropicali+21 giorni+36 giorni
Precipitazione massima giornaliera (annua)+4 mm+6 mm+8 mm
Innalzamento livello del mare al 20500,25–0,26 m

Sintesi delle variazioni attese al 2050 per i tre scenari di emissione (fonte: Dataclime / EURO-CORDEX, elaborazione su dati del rapporto).

Dentro lo studio su frane e alluvioni: come è stato costruito

Le frane e le alluvioni sono il cuore tecnico del rapporto, perché considerate i rischi climatici più pericolosi per l'isola. Il capitolo dedicato ricostruisce prima il quadro geologico e storico, poi applica un modello statistico per proiettarlo nel futuro.

Perché Ischia frana. Il Monte Epomeo è un horst tettonico dominato dal caratteristico «tufo verde», una roccia molto porosa che assorbe facilmente l'acqua piovana e contiene minerali argillosi (smectiti) che si espandono a contatto con l'acqua, aumentando la pressione nei pori del terreno — uno dei meccanismi fisici alla base del distacco delle frane. A questo si aggiunge un lento sprofondamento gravitazionale dell'isola lungo faglie attive, in particolare nell'area di Casamicciola Terme, che genera anche sismicità locale.

Il catalogo degli eventi storici. Incrociando quattro database scientifici (ITALICA, CAFLAG, IFFI, LaICa), il rapporto ha censito 910 frane tra il 1828 e il 2022. Casamicciola Terme e Barano d'Ischia risultano i comuni più colpiti in assoluto e, in particolare, Casamicciola ha la maggiore densità di frane per km² e la maggiore frequenza di eventi gravi. Concentrandosi sul periodo 2002-2022, sono stati individuati 19 eventi franosi gravi con data certa — 19 innescati da piogge intense e uno dal terremoto del 2017 — tra cui i tre più noti: la frana di Monte Vezzi (2006, una vittima), il flash flood del 2009 e il disastro del 26 novembre 2022 (13 vittime). Da questi 19 eventi in 21 anni, gli autori calcolano che la probabilità storica di una frana grave a Ischia sia già oggi pari al 90% in un anno qualsiasi.

Un modello probabilistico (bayesiano) per collegare pioggia e frane. Per capire quanto le piogge intense «spieghino» le frane, lo studio applica un modello bayesiano che stima la probabilità di frana condizionata all'intensità della pioggia giornaliera, usando i dati della stazione del Monte Epomeo (2002-2022, 1.696 giorni piovosi, con una media di 11 mm/giorno e un massimo di 145 mm/giorno registrato proprio il 26 novembre 2022). Il modello conferma che più la pioggia giornaliera è intensa, più cresce la probabilità di innesco di una frana.

Come cambierà con il clima futuro. Applicando ai dati storici i cambiamenti di piovosità previsti dai 14 modelli climatici EURO-CORDEX per il periodo 2040-2060, lo studio stima che:

  • il numero complessivo di frane resterà pressoché stabile nella mediana dei modelli, ma con un range che va da -15% a +20% a seconda dello scenario;
  • per gli eventi più estremi (paragonabili a quello del 2022) l'accordo tra i modelli è invece piuttosto alto: 21 modelli su 42 indicano un aumento, e nei due scenari peggiori lo studio stima che potrebbero verificarsi 4 o 5 eventi con la gravità del 2022 nell'arco di 22 anni, contro un solo evento di quella portata osservato storicamente.
Proiezioni sulle frane a Ischia (2040-2060)
Proiezioni sulle frane a Ischia per il periodo 2040-2060 — variazione del totale eventi e frequenza di eventi estremi tipo 2022.

Gli autori segnalano onestamente i limiti dell'analisi: la risoluzione dei modelli climatici (~12 km) non coglie appieno gli effetti della topografia dell'isola; i dati usati sono su base giornaliera e potrebbero sottostimare gli effetti di piogge brevi e intensissime; le probabilità sono calcolate per l'intera isola e non per punti specifici; e il modello non considera esplicitamente l'umidità del suolo accumulata nei giorni precedenti l'evento, un fattore che la letteratura scientifica indica come potenzialmente rilevante.

Il rischio alluvioni: metodo e limiti

Per le alluvioni, in assenza di una mappatura idraulica di dettaglio, lo studio combina due approcci: la mappa di pericolosità ISPRA esistente (che presenta alcune lacune, come poligoni non spiegabili o aree non mappate nelle parti basse di Ischia e Forio) e un'analisi topografica propria basata sul modello digitale del terreno, che identifica come potenzialmente inondabili le aree comprese tra 0 e 4 metri di altezza sopra il corso d'acqua più vicino (metodo HAND). La combinazione dei due strumenti produce la mappa di «alta pericolosità da alluvione» usata nel resto del rapporto.

Per Casamicciola Terme, dove sono disponibili modelli idrologici dettagliati sviluppati dall'Università Federico II di Napoli dopo l'evento del 2022, lo studio ha anche ricostruito le curve di intensità-durata-frequenza (IDF) delle piogge estreme, confrontandole con l'evento del 26 novembre 2022: le piogge di breve durata di quel giorno corrispondevano a tempi di ritorno tra 20 e 100 anni, mentre quelle di durata più lunga (5-12 ore) arrivavano a tempi di ritorno fino a 500 anni, soprattutto a Forio. Proiettando l'aumento delle piogge estreme previsto dai modelli climatici, lo studio stima che le precipitazioni estreme aumenteranno tra il +5% e il +25% entro metà secolo a seconda del tempo di ritorno e dello scenario — da qui la raccomandazione, citata anche nella sintesi, di maggiorare in questa misura le piogge di progetto per tutte le nuove opere idrauliche.

Variazione della precipitazione massima giornaliera per scenario di emissione
Variazione attesa al 2050 della precipitazione massima giornaliera, media annua e dettaglio stagionale, per scenario di emissione.
PeriodoStorico
(mm/g)
RCP2.6RCP4.5RCP8.5
Media annua46+4+6+8
Inverno (DJF)30+7+9+12
Primavera (MAM)26+5+4+2
Estate (JJA)13+4-16*+3
Autunno (SON)37+5+8+8

Variazione attesa al 2050 della precipitazione massima in un giorno, per stagione e scenario (fonte: rapporto, Tabella 2-9, dati Dataclime). *Il valore estivo di RCP4.5 ha un'incertezza molto elevata (deviazione standard di 24 mm) ed è considerato un'anomalia statistica, non un segnale robusto.

Le reti idriche e fognarie già a rischio frana

9.600 mdi condotte fognarie miste a rischio frana
18.500 mdi condotte idriche esposte a rischio frana
30%+del sistema di drenaggio giudicato insufficiente

Un dato quantitativo poco visibile nella sintesi ma presente nell'analisi settoriale: circa 9.600 metri di condotte fognarie miste sono a rischio di intasamento e tracimazione per frana (di cui 5.600 m ad alta vulnerabilità), circa 18.500 metri di condotte dell'acqua potabile sono esposte a rischio frana (soprattutto a Serrara Fontana), e oltre il 30% del sistema di drenaggio dell'isola è considerato insufficiente a proteggere gli insediamenti dalle inondazioni.

Il mare che sale: proiezioni e impatti sulle coste

Anche il capitolo sull'innalzamento del livello del mare merita un approfondimento, perché il rapporto non si limita a un numero unico ma incrocia più fonti scientifiche per arrivare a una stima «conservativa ma non estrema».

Le proiezioni globali e locali. Sulla base dell'ultimo rapporto IPCC (AR6, 2021), l'innalzamento globale del livello del mare atteso entro il 2100 varia da +0,28/0,55 m nello scenario più ottimistico a +0,63/1,01 m in quello più pessimistico (esiste anche uno scenario a bassa probabilità ma non trascurabile di collasso delle calotte polari, che porterebbe a quasi 2 metri). Per il solo 2050 e per l'area di Ischia, le proiezioni regionali IPCC indicano 0,25-0,26 m nello scenario peggiore (SSP5-8.5); un modello oceanografico del Mediterraneo (MEDSEA/CMCC) stima 0,19 m, mentre un altro studio scientifico specifico sul Mediterraneo indica un intervallo di 0,20-0,25 m. Per essere cautelativo senza eccedere, il rapporto adotta come valore di riferimento per le analisi di rischio 0,26 m di innalzamento entro il 2050.

Innalzamento del livello del mare atteso entro il 2100 per scenario di emissione
Innalzamento del livello del mare atteso entro il 2100 per scenario IPCC AR6, con il valore adottato per Ischia al 2050.
Scenario IPCCInnalzamento al 2100
SSP1-1.9 (molto basse)+0,28 / +0,55 m
SSP1-2.6 (basse)+0,32 / +0,62 m
SSP2-4.5 (medie)+0,44 / +0,76 m
SSP5-8.5 (molto elevate)+0,63 / +1,01 m
Ischia, scenario adottato (2050)0,26 m

Proiezioni IPCC AR6 (2021) dell'innalzamento globale del livello del mare al 2100, rispetto al periodo 1995-2014.

Le mareggiate. Le mareggiate nel Mediterraneo sono generate da sistemi di bassa pressione e possono aumentare temporaneamente il livello del mare di decine di centimetri, con un contributo che nella letteratura scientifica risulta storicamente paragonabile a quello dell'innalzamento di lungo periodo. La revisione della letteratura scientifica consultata non individua una tendenza chiara e univoca su come le mareggiate cambieranno in futuro nel Mediterraneo: alcuni studi indicano una possibile attenuazione media entro fine secolo, altri un possibile aumento locale dei picchi (fino al 22% in alcune località vicine come Napoli, Ancona o Ibiza) legato a un possibile aumento delle depressioni mediterranee più intense.

Tre scenari di inondazione costiera messi a confronto. Il rapporto sovrappone: (1) l'inondazione costiera già osservata oggi nelle aree basse, documentata da un mareografo attivo a Ischia Porto dal 2002 (+3,9 mm/anno su base locale); (2) la sola sommersione dovuta all'innalzamento permanente del mare (+0,26 m entro il 2050); (3) la combinazione più severa, innalzamento del mare + mareggiata con tempo di ritorno di 100 anni (+1,26 m), che sale a +2,26 m con il moto ondoso incluso.

Le mappe basate su questi scenari (elaborate anche con il modello digitale del terreno e con lo strumento Climate Central) individuano come aree più esposte Ischia Porto e Casamicciola Terme Porto (più soggette ad «Acqua Alta»), oltre alla Spiaggia di San Francesco, la Spiaggia della Chiaia, Marina di Forio, la Spiaggia di Citara, il porto di Sant'Angelo e la Spiaggia dei Maronti (più esposte al moto ondoso durante le tempeste). Un sopralluogo di ottobre 2023 ha confermato che le banchine di Ischia Porto sono già oggi estremamente basse, a differenza di quelle di Casamicciola Terme e Forio, più alte — da qui l'urgenza indicata per l'intervento sul porto di Ischia.

L'erosione costiera. È un fenomeno naturale delle coste vulcaniche ripide, aggravato però dall'urbanizzazione (che ha bloccato l'apporto naturale di nuovi sedimenti, un tempo garantito dalle eruzioni laviche) e dalle numerose strutture rigide costruite a partire dagli anni '70 (dighe, pennelli, frangiflutti), che il rapporto giudica ormai in gran parte inefficaci nel lungo periodo e spesso causa di erosione nelle zone adiacenti a quelle protette. Le falesie rocciose in erosione più intensa si concentrano nel sud dell'isola; il sopralluogo di ottobre 2023 ha rilevato una situazione particolarmente critica sulla costa occidentale di Forio, dove l'erosione minaccia direttamente la strada litoranea e le abitazioni retrostanti (alcuni interventi di protezione della scogliera già realizzati sono crollati), oltre ad aree critiche presso Barano e Sant'Angelo. Il rapporto raccomanda di privilegiare, dove possibile, soluzioni naturalistiche invece di nuove strutture rigide, e in ogni caso di riprogettare frangiflutti e banchine tenendo conto dei nuovi livelli del mare e dei periodi di ritorno delle onde attesi in futuro.

I settori più esposti

Il rapporto analizza in dettaglio la vulnerabilità di ogni comparto chiave dell'isola:

  • Strade: soffrono di manutenzione discontinua; si raccomanda un sistema di gestione degli asset stradali (RAMS) e interventi mirati contro le frane nei tratti più critici.
  • Edifici: le frane restano il rischio principale, seguite dal rischio incendi nelle aree urbane confinanti con la vegetazione e dal disagio termico legato al caldo. L'ospedale dell'isola è indicato come priorità assoluta in quanto infrastruttura critica.
  • Porti e coste: il porto di Ischia è già vulnerabile alle attuali condizioni marine e richiede interventi urgenti sulle banchine del lato est; l'erosione colpisce soprattutto le coste sud-occidentali, occidentali e nord-occidentali, minacciando siti turistici, strade e persino l'eliporto dell'isola.
  • Acqua e fognature: la rete idrica dipende oggi da fonti continentali (da diversificare), ed è in gran parte esposta al rischio frane; si raccomanda di separare le reti fognarie miste più a rischio.
  • Energia: sottostazioni e linee di trasmissione sono esposte a frane, alluvioni, incendi e innalzamento del mare; si suggerisce l'interramento dei cavi nelle aree più critiche.
  • Turismo: diversi siti turistici sono vulnerabili a caduta massi, frane ed erosione costiera, con ricadute anche indirette (viabilità, qualità dell'acqua).
  • Agricoltura: la viticultura rischia cali di produzione per caldo e siccità, oltre a nuove malattie della vite legate all'umidità; si raccomandano varietà più resistenti e tecniche di gestione del suolo.
  • Foreste e soluzioni naturalistiche: una gestione forestale pianificata aiuta a mitigare il rischio frane nei suoli andici tipici di Ischia.

Per la progettazione delle nuove opere, il rapporto raccomanda in particolare di maggiorare del 5-25% le ipotesi di piovosità usate nei progetti idraulici, rispetto alle curve storiche, per tenere conto dei cambiamenti climatici.

Le priorità di investimento

Il rapporto distingue gli investimenti raccomandati in due orizzonti temporali, sulla base di un'analisi costi-benefici incrociata con il giudizio di esperti settoriali.

Investimenti a breve termine (i più critici e vantaggiosi), che includono tra gli altri: protezione dall'erosione costiera per l'eliporto di Casamicciola Terme (5 M€), innalzamento e protezione della banchina di Ischia Porto (3 M€), stabilizzazione della scogliera di Forio (15 M€), interventi diffusi sull'ospedale di Ischia (6,5 M€), un sistema di monitoraggio e allarme per i rischi naturali su tutta l'isola (2,8 M€), oltre a interventi su reti idriche, fognarie e stradali nelle aree a rischio frana. Sommando le voci quantificate, gli investimenti a breve termine valgono complessivamente circa 61 milioni di euro.

Intervento prioritario (breve termine)RischioCosto
Stabilizzazione scogliera di ForioErosione costiera15,0 M€
Interventi diffusi ospedale di IschiaFrana / caldo estremo6,5 M€
Protezione erosione eliporto Casamicciola T.Erosione costiera5,0 M€
Innalzamento banchina Ischia PortoInondazione costiera3,0 M€
Monitoraggio e allarme rischi naturali (isola)Frane / alluvioni2,8 M€
Altri interventi reti/strade a rischio franaFrane~28,8 M€
Totale investimenti a breve termine~61 M€

Principali voci di investimento a breve termine (elaborazione su dati del rapporto, Tabella 0-2).

Investimenti a medio-lungo termine, ritenuti meno urgenti o non ancora del tutto valutabili: interventi estesi su frane e idrologia nelle aree di Monte Vezzi, Cretaio e Forio (complessivamente circa 60 M€), protezione di sottostazioni elettriche da inondazioni e innalzamento marino, consolidamenti di costoni e creste a rischio frana, trasformazione di ulteriori reti fognarie miste. Il totale delle voci quantificate è di circa 83 milioni di euro (alcune voci, come la protezione delle sottostazioni elettriche, non hanno ancora una stima di costo definita).

~61 M€investimenti a breve termine
~83 M€investimenti a medio-lungo termine
140+ M€totale pacchetto raccomandato

Cosa manca ancora

Il rapporto è esplicito sui propri limiti: diverse vulnerabilità (ad esempio il reale rischio per alcune sottostazioni elettriche vicine al porto e all'ospedale, o l'estensione dell'area urbana vulnerabile a sommersione) non possono essere confermate con i dati attualmente disponibili. Per questo vengono raccomandati studi propedeutici aggiuntivi — un modello digitale di elevazione, un catasto degli eventi di dissesto, modelli di alluvione e di frana, un modello costiero, un inventario stradale dettagliato — per un valore stimato di circa 1,2 milioni di euro, da realizzare con la massima priorità prima di poter progettare con precisione molti degli interventi.

Rafforzare la macchina della ricostruzione

Oltre agli interventi fisici, il rapporto raccomanda di rafforzare il team della Struttura Commissariale — già solido sul fronte ingegneria strutturale grazie al supporto delle Università Federico II di Napoli e del Sannio — con competenze specifiche su risorse idriche, strutture costiere, reti di trasporto ed energia, oltre a un esperto tecnico di adattamento climatico. Viene inoltre suggerita l'istituzione di una piccola unità tecnica dedicata, alle dirette dipendenze del commissario, con il compito di definire le priorità di attuazione degli investimenti climatici e di monitorarne l'avanzamento nel tempo.

Consulta lo studio GIS

In fondo a questa pagina è possibile consultare lo studio GIS contenuto nel documento, che riporta gli incrementi attesi — in funzione dei cambiamenti climatici — del rischio da frana e del rischio idraulico su costruzioni e infrastrutture dell'isola.

Il rapporto completo

Opzioni di investimento per l'adattamento ai cambiamenti climatici dell'Isola d'Ischia — BEI, CFT 1515, versione finale del 19.3.2024.

Scarica il PDF completo
Sintesi a cura dell'Associazione Ingegneri Isola d'Ischia, basata sul rapporto BEI/Struttura Commissariale di Protezione Civile di Ischia.
19